“A suon di forchetta:”  Rifugiati ai fornelli

“A suon di forchetta:” Rifugiati ai fornelli

Si chiamano Siriman, Massire, Moussa e Hussain. Vengono da Paesi diversi del continente africano ma vivono da qualche tempo ad Eboli, dove sono accolti nell’ambito del progetto Siproimi (Sistema di Protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati).

Sono loro alcuni dei protagonisti dell’iniziativa “A suon di forchetta: sapori e ricordi senza confini” realizzata presso l’I.C.A.TT (Istituto di Custodia Attenuata) di Eboli promossa da CittadinanzaAttiva, dalle cooperative sociali Tertium Millennium, Il Sentiero e l’Opera di un Altro gestori del progetto Siproimi, dalla  Cooperativa sociale Aries Onlus, dal Comune di Eboli e dal Forum dei Giovani.

Un laboratorio di cucina a più mani che ha visto insieme, sin dal mese di maggio, i ragazzi del progetto Siproimi, i minori stranieri non accompagnati della comunità alloggio Obiettivo Futuro di Battipaglia e gli ospiti presenti all’interno della Casa di Reclusione.

Un percorso di apprendimento e di conoscenza coordinato dall’Avv. Paola De Vita di Cittadinanza Attiva di Eboli,  tutor del progetto. Il 22 ottobre scorso negli spazi della cucina dell’I.C.ATT si è svolta la gara finale “A suon di forchetta” che ha segnato anche la fine del meritorio progetto.

Dodici partecipanti, divisi in due squadre contraddistinte dall’arancione e dal blu delle magliette.

Cappellino da chef, grembiuli, guanti. Impeccabili e sincronizzati hanno passo passo preparato i loro piatti da sottoporre alla giuria composta da ristoratori del centro storico di Eboli (Pangurmè e Alberto Ritrovo) dalla Dott.ssa Concetta Felaco direttrice dell’I.C.ATT e da Don Vincenzo Federico. Sulla tavola sono arrivate due pietanze: un pollo con patate e couscous con verdure e spezie. I giurati hanno assaggiato dando specifici voti per la percezione visiva, gustativa, per i profumi, la tecnica. Alla fine, il gruppo arancione ha avuto la meglio. Alla fine foto di gruppo di tutti i partecipanti e premiazione.

«È  stato un progetto che ha visto la partecipazione di 6 ragazzi  – dice Rosa De Maio, coordinatrice dell’équipe Siproimi di Eboli- che in questi mesi hanno mostrato interesse ed entusiasmo per tutti gli appuntamenti culinari che si sono succeduti. Un’opportunità importante per favorire il dialogo con il territorio. Un’iniziativa sostenuta dal lavoro dell’èquipe e  a cui si è affiancato indirettamente anche il progetto dell’Orto Sociale che attuiamo da qualche mese presso la struttura di accoglienza a Santa Cecilia e che ci ha permesso di portare i prodotti coltivati sulla tavola del progetto “A suon di forchetta”»

Stefania Marino

Area Comunicazione

 

 

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